🛸Universo e Creatività💫

Connessione fra Arte e Scienza, da sempre punto fermo nella riflessione sulla creatività

Si potrebbe pensare, che in un mondo in continua evoluzione, dove “l’oggettivo certo” si antepone al “soggettivo mutevole”, scienza e creatività siano agli antipodi; e i vari ambiti scientifici come l’astronomia non abbiano nulla a che vedere con fotografia, arte grafica e comunicazione: nulla di più sbagliato!

Se ci pensiamo, la creatività figurativa e digitale ha dato un grande contributo negli ultimi anni a valorizzare e a far conoscere quello che era un ambito ignoto come l’astronomia. Vicendevolmente, grazie all’esplorazione spaziale, l’uomo non ha solo ampliato la sua concezione del cosmo, ma ha anche ridefinito quello che era un paradigma di una società ancorata al suolo. Nuove tecnologie, nuovi metodi di analisi, nuove immagini e tecniche sono emerse dalla corsa allo spazio; la digitalizzazione da strumento di ausilio scientifico si è sviluppata a tal punto da permeare ogni ambito della società.

La creatività in ambito scientifico può servire anche ad una causa più nobile, una divulgazione semplice ed efficace; talvolta, a scienziati e ricercatori è mancata la capacità di comunicare concetti scientifici (a prima vista complessi) a coloro che di scienza non se ne sono mai occupati. Questa incapacità essenziale di comunicazione ha allontanato molti, non solo dal mondo scientifico, ma li ha scoraggiati nell’apprendimento e nell’esplorazione di qualcosa di meravigliosamente unico come lo Spazio. Per questo motivo, Enti come la NASA e l’ESA grazie ad immagini, programmi grafici e ad una semplificazione quasi basilare di formule e concetti scientifici, da anni cercano di comunicare a tutti le meravigliose scoperte e le bellissime immagini che il cosmo ha da offrirci.

La comunicazione creativa dell’astronomia è di ausilio al sistema educativo e divulgativo; essa non cerca solo di farci capire il nostro posto in un mare di stelle, ma prova a suscitare in noi, quello spirito di avventura che se volessimo potrebbe guidarci all’esplorazione e alla colonizzazione di nuovi mondi.

Traguardi della corsa allo Spazio

Alla fine degli anni ’70, molte sono state le critiche e i giudizi affettati avanzati dall’opinione pubblica sulle Missioni Apollo e sui programmi spaziali, voci del tipo:

“Andare sulla Luna è stato solo uno spreco di denaro, che cosa abbiamo trovato lì? Nulla!…”

“Con tutti i problemi che abbiamo nel mondo perché perdiamo tempo a fotografare pianeti?”

“Questi soldi non si sarebbero potuti investire direttamente nella ricerca di cose utili?”

Purtroppo, continua ad essere opinione abbastanza diffusa che investire in un programma spaziale sia uno spreco di risorse, risorse che a detta dei più potrebbero essere impiegate altrove, nella vita quotidiana per esempio. Ma è proprio qui che la gente ignora una cosa importante, molti degli oggetti di uso comune che ormai sono entrati a far parte delle nostre vite, sono i benefici scientifici derivati dalle missioni spaziali:

Strumenti senza filo e a batterie
Invenzione della Black & Decker e della Nasa nel 1960, concepita per poter realizzare la prima trivella ultraleggera usata dagli astronauti dell’Apollo sulla Luna.

Ormai gli strumenti senza fili, dal mondo della telefonia fino a qualsivoglia gadget di uso comune sono onnipresenti nel nostro tempo libero e di lavoro. La loro autonomia energetica, data quasi per scontata, era all’epoca del suo sviluppo considerata quasi fantascientifica.

Coperta spaziale (o coperta termica)
Invenzione nata nel 1964 per il programma spaziale allo scopo di contribuire alla stabilizzazione termica del corpo degli astronauti .

Usata oggi dagli sportivi di tutto il mondo e inserita anche nei kit di pronto soccorso.

Telecomunicazioni a lunga distanza
Rese possibili grazie al lancio dei satelliti artificiali creati dalla NASA.

E’ il sistema sul quale si poggia la società moderna, che ha reso possibile lo sviluppo di Internet, la trasmissione di dati in tempi breve, la geo-localizzazione e rilevazioni meteo dettagliate.

Queste appena illustrate sono solo 3 tra le tante innovazione scientifiche scoperte per andare nello spazio:
10 delle tante invenzioni nate dalla ricerca spaziale

E altre ancora sono state le invenzioni sviluppate negli ultimi anni grazie al laboratorio spaziale orbitale, l’ISS (International space station): con tale struttura non abbiamo solo creato una delle costruzioni più complesse frutto della collaborazione internazionale, ma anche un ambiente di ricerca, che grazie alla sterilità dello spazio ha reso possibile invenzioni e scoperte di tutto rispetto:
ISS, invenzioni dallo spazio

Quindi, se qualcuno dovesse chiedersi a cosa sta servendo nel concreto l’esplorazione spaziale, mi sentirei in dovere di rispondergli che non è solo la destinazione che conta, ma anche il viaggio: molte di queste invenzioni sopra elencate probabilmente non si sarebbero potute sviluppare in altri contesti. Non bisogna pensare che il “mondo della ricerca” ci faccia piombare idee e invenzioni dall’alto, spesso quando cerchiamo qualcosa finiamo per trovare 100 altri risultati, che nell’immediato non hanno un disegno definito ma che, nel futuro, potrebbero gettare le basi di una nuova società, più avanzata e più creativa.

La creatività in questo contesto è scaturita da coloro che hanno saputo prendere queste scoperte collaterali e metterle al servizio della società: da chi sulle telecomunicazioni ha sviluppato sistemi di dati complessi, digitalizzando le nostre vite, a chi commercializzando prodotti prima riservati al mondo scientifico ha fatto entrare questi oggetti nella Cultura di massa; non solo come meri oggetti di laboratorio e diagnostica, ma strumenti utili di utilizzo quotidiano.

Piani per il futuro

 

Stampanti 3D

 
Tutti noi ormai sappiamo cosa sono le stampanti 3D: oggetti sviluppati dalla robotica (figlia della ricerca spaziale e dei nuovi miti della fantascienza) che hanno trovato impiego in quasi ogni settore manifatturiero e non: dalla costruzione di oggetti sia professionali sia di svago a quelli più complessi, come parti meccaniche, circuiti e tanto altro. Sebbene l’impiego nell’edilizia sia ancora un qualcosa di sperimentale, tale applicazione sembrerebbe promettere bene, a tal punto da spingere un ente come l’ESA a partorire un progetto molto interessante sull’applicazione di mega stampanti 3D, con il fine di creare avamposti lunari (e in futuro anche marziani) senza impiego di manodopera umana.

Screenshot_2018-08-18-11-19-15.png

La costruzione di simili strutture non sarebbe solo un modo geniale di edificare avamposti senza l’impiego di lavoratori umani, ma presenterebbe una soluzione a quello che è sempre stato il problema economico e temporale di tale opera: l’idea innovativa di sfruttare le risorse della superficie lunare per costruire le strutture farà risparmiare il trasporto di materiali dalla terra. Quindi oltre ad essere un risparmio economico sarà anche un buon gesto ecologico per il nostro pianeta, da tempo forse un po troppo sfruttato.

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